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Passeggiando in bicicletta

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Mentre pedalo rifletto e traggo conclusioni sull’universo.

Ho da poco acquistato una bicicletta. Niente di chè, non è una di quelle biciclette super costose fatte del materiale di cui sono fatti i sogni, ultraleggere, dotate anche di presa accendisigari. È una bici normale, economica… utilitaria direi. Fa bene il suo dovere e mi sopporta.

Non sono un ciclista della domenica e nemmeno del sabato, anche se oggi è sabato è sono uscito in bici.

L’ho comprata per usarla nel tragitto casa-lavoro, quando non scelgo di lavorare da casa. E poi è notorio che l’attività fisica stimola il cervello e la riflessione. Quindi l’ho comprata anche per farci qualche giro rinvigorente, dimagrante, disintossicante… gas di scarico delle automobili in transito permettendo.

È bello andare in bici. Passeggiando in bicicletta… come cantava Cocciante. In sella vedi tante cose che ignori quando viaggi in auto.

Noti, ad esempio, come molte strade che percorri ogni giorno, in realtà sono in salita. Lieve ma sempre in salita sono. Me ne accorgo perché la pedalata inizia a farsi pesante e il sudore alla fronte inizia a fare la sua comparsa.

Le strade in salita non sono male. Certo sono faticose ma non mi spaventano. Le scelgo per il gusto di godermi poi la discesa che viene dopo. E li ti riposi e recuperi tutta l’energia investita nel salire.

Dicevo… è bello andare in bicicletta.

Da ragazzini ricordo, con gli amici, si perdevano i pomeriggi interi a customizzare le bici. All’epoca non c’erano ancora gli scooter e nemmeno le macchinine 50… altri tempi dove regnava sovrano il Mini Califfo dei nonni.

Avevo una bici verde, una mountain bike con manubrio nero a pois bianchi (sono sempre stato un tipo stiloso). E aveva i freni a sfioro. Nel senso che erano così tesi che bastava un alito di vento per farli scattare. Il tutto per agevolare le sgommate.

Poi la rubarono e ci sono rimasto male.

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Ritorniamo al presente

È una bella giornata di primavera ed esco a fare un giro in bici. Decido di percorrere un certo tratto di strada, mi accorgo di avere un forte vento contro e trovo pesante la pedalata. In pratica la stessa filosofia delle strade in salita di cui sopra.

Nessun problema, mi sono detto, al giro di boa (una fontanella installata alla fine del percorso)… tornerò indietro per la stessa strada e quindi, ho pensato, avrò il vento a favore. E allora si che la pedalta sarà più leggera.

Invece così non è stato.

Arrivato alla fontanella, giro con la bici e rifaccio il percorso all’inverso e mi accorgo, ancora una volta, di avere di nuovo un forte vento contro. Quindi deduco che non era questione di direzione del vento all’andata. C’era lo stesso vento pure al ritorno!

Preciso che di “moti del vento” non ne capisco e non so se questa faccenda sia normale o meno. Ma sono arrivato ad una conclusione:

Se c’è vento contro sia all’andata che al ritorno, evidentemente sono io che vado super veloce in bicicletta.

Semplice.

La verità è che pedalo così forte da raggiungere velocità elevate. Ecco spiegata la resistenza del vento.

 

In conclusione

Credo che comprerò uno spoiler per ottimizzare l’aerodinamica della bici. Come quello dei camion.

Che ne pensi?

Comunque andate piano con i mezzi di locomozione.

Se poi volete anche voi comprare una bicicletta, su Amazon ce ne sono di carine adatte ad ogni tasca e a ogni pigrizia.

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Article written by Frank

Legale in Caserta, appassionato di internet e nuove tecnologie. Scrivo per rendere le cose interessanti. Ricorda "asino chi legge" ma soprattutto che... l'importante è esserci. Ciao